Notizie storiche

La Vergine, affresco del XV secolo, casa BertoliL’Associazione nazionale per Aquileia fu fondata nel 1929 per affiancare l’opera dello Stato, e posta sotto il patronato di Emanuele Filiberto duca d’Aosta. Durante la prima guerra mondiale Aquileia fu – in quanto città romana – per la propaganda nazionalista il segno della legittimità dell’intervento italiano contro il “barbaro” austriaco.

La tematica fu ripresa dopo la fine del conflitto e anzi enfatizzata dal 1921, quando dietro la Basilica vennero sepolti i dieci Militi ignoti. L’undicesimo fu trasportato con il treno da Aquileia a Roma, ove fu trasferito al Vittoriano. Per quanto tra le due guerre si esaltasse la romanità, gli interventi dello stato furono sempre ridotti, a causa delle ritrettezze finanziarie. Come avvenne per altri sodalizi italiani dedicati a specifiche aree geografiche – ad esempio la Società per la Magna Grecia – compito dell’Associazione fu fin dall’inizio promuovere la conoscenza di Aquileia innanzitutto in Italia, ma non solo, e raccogliere fondi per intensificare le ricerche archeologiche. A questo scopo furono acquisiti terreni, effettuati scavi, corrisposti indennizzi ai proprietari e furono avviate pubblicazioni di carattere scientifico e divulgativo. In tutte queste attività si distinsero Aristide Calderini, dell’Università cattolica di Milano, e l’aquileiese Giovanni Battista Brusin, Direttore del Museo archeologico dal 1922 e anche Soprintendente per le tre Venezie fino al 1953. Negli anni Cinquanta una nuova vita per l’Associazione fu garantita dal suo dinamico presidente Franco Marinotti, responsabile della soc. Snia Viscosa che aveva un vasto insediamento industriale a Torviscosa (Udine). Per suo impulso fu inaugurato nel 1961 il Museo paleocristiano nella borgata di Monastero, in un edificio settecentesco già parte del grande monastero delle Monache benedettine di Aquileia.

Con la Legge speciale per Aquileia (1967) l’intervento dello Stato fu più incisivo, e quindi dagli anni Settanta l’Associazione curò in special modo le pubblicazioni scientifiche, in stretto contatto con la Direzione del Museo e la Soprintendenza archeologica del Friuli-Venezia Giulia.